giovedì 5 marzo 2009

La copertina censurata di Electric Ladyland di Jimi Hendrix

Il caso della copertina  dell’album di Jimi Hendrix “Electric Ladyland” è molto interessante perché rappresenta un esempio di censura e autocensura insieme. L’album è stato pubblicato nel 1968 e da molti è considerato il capolavoro di Jimi Hendrix. Si tratta del terzo lavoro del gruppo The Jimi Hendrix Experience dopo gli album “Are You Experienced?” e “Axis: Blod as Love”.

Per la copertina di “Ectric Ladyland” Jimi Hendrix avrebbe voluto una fotografia di Linda Eastman e uno scritto dal titolo “Lettere dalla stanza piena di specchi”, in riferimento alla condizione di star del rock del chitarrista di Seattle. L’etichetta discografica si impose però con la proposta di una immagine sicuramente vincente: si trattava di sfruttare l’idea del Jimi Hendrix più sensuale e donnaiolo, l’immagine della rockstar circondata da grupies. L’immagine era inevitabilmente stereotipata, ma di grande effetto. Si decise quindi per una copertina che ritraeva Jimi Hendrix circondato da belle ragazze nude, le grupies appunto che Hendrix definiva “electric ladies”. L’album era dedicato a loro. Le ragazze furono reclutate nei locali notturni di Londra ma Jimi Hendrix non si presentò alla posa, ci aveva ripensato all’ultimo momento. Il risultato è l’immagine di una selva di nudi femminili disseminato di elementi che riconducono al chitarrista, come una copia del precedente album “Axis: Blod as Love”.

Alcuni rivenditori però si rifiutarono di vendere l’album perché ritenevano quella copertina scandalosa.

Fu apprestata in breve una nuova copertina che ritrae un primo piano di Jimi Hendrix a tinte rosse e gialle. La copertina con i nudi è molto rara anche perché si usò la seconda immagine per la ristampa dei CD. Lo stesso Hendrix la preferiva perché pensava che quelle donne nude distogliessero l’attenzione dal contenuto del disco.

Le due copertine a confronto.

 

Puoi leggere anche:

La copertina del macellaio dei Beatles. Yesterday and Today, "The Butcher Cover"

La copertina censurata di Ritual de lo Habitual dei Jane’s Addiction.

 

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